La paura e il coraggio di essere liberi

Sono in macchina, lungo il viale alberato che percorro ogni giorno per raggiungere il centro città da casa mia.

Oggi la strada appare diversa, avvolta nella sua nuova e fitta veste primaverile, un gioco continuo di ombre e raggi di sole che illuminano l’asfalto. Non c’é traffico, né auto, né pedoni o biciclette. A quest’ora insolita sembra che tutti siano rintanati nelle proprie case o nei propri uffici, rassegnati a far scorrere il tempo pigramente.

Mentre proseguo il mio cammino, noto in lontananza uno strano ovale immobile sulla carreggiata. Avvicinandomi sempre di più, quell’oggetto misterioso prende una forma inaspettata: è una tartaruga! Sì, proprio una tartaruga che, con passo lento ma incredibilmente deciso, sta attraversando la strada guardando dritta verso un orizzonte tutto da scoprire e assaporare.

Vederla mi ha riempito di stupore e di una profonda commozione. Mi è apparsa come una piccola creatura temeraria e saggia; pur essendo del tutto incosciente del pericolo che stava correndo, procedeva come una sognatrice noncurante delle regole del mondo.

Ho pensato a come la sua corazza dura la protegga dal mondo esterno, mentre dentro custodisce un cuore assolutamente libero e temerario, capace di rischiare pur di poter dire: “Io l’ho fatto, e ne è valsa la pena”.

In quel momento, dopo il primo attimo di stupore, presa dall’ansia mi sono chiesta: e adesso che faccio? Inchiodo? Giro la macchina e torno indietro a prenderla? La porto a casa con me? O la aiuto semplicemente ad attraversare, lasciandola al sicuro dall’altra parte del marciapiede, magari in mezzo alle foglie del giardino che si apre proprio davanti a noi?

Ma poi non mi sono fermata.

Non ho fatto nulla di tutto questo. Mi sono detta: perché devo interferire in una sua scelta di vita? Probabilmente lei non sa cosa sta rischiando su quell’asfalto, ma la sua testolina, eretta e consapevole sotto i raggi del sole, guardavano fiera verso chissà quale ignoto.
E quell’ immagine era il ritratto della libertà .

E allora ho capito tutto, e mi sono convinta a non agire secondo la mia volontà protettiva, bensì a rispettare la sua. Ho capito che la sua dignità e il suo desiderio di libertà sono più importanti della mia paura di vederla fallire o morire schiacciata da un automobilista meno attento e sensibile di me .
E allora sono ripartita guardando nello specchietto retrovisore lasciando che scrivesse da sola il suo destino, grata per quella silenziosa lezione di coraggio che mi ha appena regalato e lasciandomi riflettere su un banale ma potente quesito…

Chi siamo noi per interferire su un disegno di vita che non ci appartiene?

Rispettare la volontà dell’altro significa anche accettare che possa correre dei rischi per raggiungere la propria libertà. Perché pur protetti da corazze e cercando di non ferirci, per custodire un cuore davvero libero, bisogna davvero rischiare tutto e poter dire infine con profonda gioia ed orgoglio: “Io l’ho fatto, e ne è valsa la pena”.

© 2026 Tutti i diritti Riservati

website by Esacor srl