Ragazzi, diciamolo: in questi giorni a Madrid non si respira: si ingoia aria calda.
L’asfalto della Gran Vía è passato dallo stato solido a quello liquido, e camminare per strada dà la stessa piacevole sensazione di infilare la testa in un forno ventilato.
In questo scenario apocalittico da 40° all’ombra , la fauna umana si divide drasticamente. E tutto si riassume in un vecchio detto spagnolo che, ammettiamolo, è una perla di psicologia:
“El mismo sol que derrite la cera, endurece el barro.”
Ovvero: il caldo estremo non fa altro che tirare fuori la tua vera natura! Volete una dimostrazione?
Parque del Retiro h 11,20.
Mi guardo attorno e vedo un “pueblo” che si divide in due schieramenti sotto forma di materiale: gli uomini di cera ( e fluidità Zen aggiungerei), quelli cioè che hanno capito tutto della vita, persone calme, tolleranti, che affrontano l’asfissia con la grazia di un monaco buddista e che sotto il sole cocente si lasciano andare, letteralmente. Perdono quella rigidità da “devo fare tutto subito” e fluiscono con l’ambiente. Nervosismo zero, capacità di plasmarsi e adattarsi al calore al massimo livello. Parola d’ordine : adeguarsi.
Dall’altra parte si schiera l’ esercito del fango, i cuori di pietra, i guerrieri del cattivo umore. Quelli che il sole non li bacia, li insulta. Persone con il cuore già un po’ indurito che, sotto a questi gradi in più, si trasformano in blocchi di fango pronti a spaccarsi. Per loro il caldo è un complotto dell’universo. Reagiscono indurendosi, diventando rigidi, intrattabili e spigolosi. Invece di liquefarsi e rilassarsi, si incrostano nel loro stesso nervosismo. Diventano aridi, compatti e taglienti come il fango seccato al sole del deserto.
Morale della favola?
Domani Madrid sarà ancora un inferno di fuoco, su questo non ci piove (purtroppo).
La domanda quindi è una sola: che materiale hai intenzione di essere tu ?
Puoi fare la cera, liquefarti con dignità e accettare che oggi si viaggia a ritmo bradipo. Oppure puoi fare il fango: enfadarte con el sol e indurirti nell’anima.
A te la scelta, ma ricorda il detto, fai un respiro e … ¡qué tengas un buen día!